L’Africa di Wellny

Scritto in La rubrica di Ernesto | 28 luglio 2010

E anche quest’anno mi ritrovo a raccontarvi dell’Africa.
Ormai non posso farci niente, è entrata dentro di me, nel mio cuore, nel mio animo…
Ho il “Mal d’Africa”!
Questa volta sono partito con mia figlia Alessia. Era da tempo che mi chiedeva di vivere un’esperienza con i “bambini”. Si proprio così; infatti, ogni volta che a casa si parlava di Africa, io ricordavo la mia prima emozione nel fare volontariato e parlavo sempre dei miei bambini.
Approfittando anche dei mondiali in Sud Africa, non mi sono lasciato sfuggire l’occasione di compiere, così, una doppia missione, quella sportiva e quella umanitaria.
Prima di recarci nella Comunità di Sant’Egidio a Maputo in Mozambico, abbiamo girato (direi purtroppo veramente poco) il Sud Africa seguendo la Nazionale di calcio.
Nonostante le precedenti straordinarie vittorie alle Olimpiadi di Atene nel 2004, ai Campionati del mondo di calcio in Germania nel 2006 e ai Campionati del mondo di nuoto di Roma nel 2009, Wellny, il cuore rosso che corre e sorride con le scarpette da ginnastica, diventato ormai un vero e proprio simbolo che segue lo sport italiano nelle competizioni nazionali ed internazionali più importanti, questa volta non è riuscito a portar fortuna agli azzurri di Lippi.

Eravamo partiti con lo stesso entusiasmo di sempre. Avevamo, come le altre volte, la divisa ufficiale di Wellny, con la scritta “L’Italia nel cuore – Sorrento” ed i nostri striscioni con il cuore dipinto a mano al centro. In ogni caso, anche se c’è stata la cocente delusione per la brutta figura della nazionale, anche stavolta le emozioni non sono mancate.

Certo, ritornare vincitori come quattro anni fa, sarebbe stata un’esperienza fantastica e travolgente, ma vivere questo evento da protagonisti, non è stato da meno. Essere ospiti di “Casa Azzurri”, nel ritiro “bunker” dell’Italia e nelle stesse partite, infatti, non è da tutti…e Wellny ci è riuscito.
Fra l’altro, una delle cose più belle è stato l’invito che ci ha fatto Cannavaro, ad assistere alla sua ultima conferenza stampa con l’Italia, per l’addio alla nazionale.
C’era una profonda delusione nei suoi occhi per l’inattesa e prematura eliminazione dell’Italia, ma quello che mi ha colpito di più, è stata la sua commozione quando ha salutato alcuni giornalisti e dirigenti della FIGC. Anch’io l’ho salutato con un abbraccio e gli ho sussurrato all’orecchio che la prossima vacanza vorremmo organizzarla, chissà perché, a Dubai.
Sebbene l’eliminazione della nazionale italiana abbia influenzato il nostro umore, il resoconto della prima parte del viaggio, prima di andare dai bambini in Mozambico, è stato estremamente positivo. Infatti, come già detto, oltre a trascorrere del tempo con i calciatori, vivere l’atmosfera nelle diverse città sudafricane della “Fifa Fan Fest”, insieme a tanti altri tifosi provenienti da ogni parte del mondo, è stato particolare ed affascinante. Oltre a Centurion, dove alloggiavamo, siamo stati anche a Johannesburg, Pretoria, Nelspruit e Durban, tappa quest’ultima molto divertente, per il mescolarsi nell’arancione dei simpatici e curiosi costumi olandesi.
Ed infine a Maputo, dai nostri “bambini” del Centro Nutrizionale di Matola del Progetto DREAM. E qui le emozioni hanno preso subito il sopravvento.
Prima di tutto, sono rimasto estremamente colpito nel vedere attaccata alla parete, sopra la lavagna nella scuola del centro, una mia foto dell’anno scorso con alcuni bambini. E poi, alcuni di loro, quelli con i quali avevo avuto più contatti, appena mi hanno visto, mi hanno guardato con uno sguardo che sembrava dire…io a quello lo conosco.
Che dire, rivederli è stata una sensazione che non si può descrivere. Giocare di nuovo con loro, scherzare, ballare, sorridere con loro; vederli rincorrersi festanti ti fa dimenticare dove sei e l’enorme povertà che affligge questa terra.
Per l’occasione avevo comprato una piccola stampante portatile, e non vi dico la loro eccitazione quando, dopo aver scattato la foto, la stampavo e la regalavo all’istante.
Nei giorni che sono stato lì, spesso mi mettevo in un angolo e guardavo…Guardavo mia figlia con gli occhi lucidi in mezzo a tutti loro. Sorrideva come non mai, era felice, non sapeva come divincolarsi da quegli abbracci pieni di calore, di voglia di vivere, di affetto. Le femminucce le volevano fare le treccine ai capelli, i maschietti facevano a gara a saltarle addosso.

Momenti indelebili!
Momenti di felicità… Momenti che ti lasciano il segno, e poi quando, l’ultimo giorno, tanti bambini sono venuti fuori a salutarci, vicino il taxi, è stato tremendo; loro sorridevano e saltavano vicino l’auto gridando ciao, ciao, e noi piangevamo.
I loro occhi più grandi del viso, i loro sorrisi, le loro voci, ma soprattutto la loro gioia e la loro grande vitalità resterà per sempre con noi.
Come ho detto l’altra volta, è incredibile…vai lì per donare e te ne ritorni che hai ricevuto tanto, tu da loro.
Concludo con il messaggio di Wellny… il messaggio del cuore fatto con il cuore.
Viviamo lo sport con passione ed entusiasmo e viviamo la nostra vita con e nell’AMORE.
E poi, se non si vince sempre, poco importa…
L’importante è esserci…l’importante è vivere…l’importante è emozionarsi.
Wellny…is a Lifestyle!!!