Il futuro si crea nel presente

Scritto in La rubrica di Ernesto | 28 giugno 2010

Secondo me, le persone di successo hanno una cosa in comune: colgono le opportunità! Passano immediatamente e in modo consistente all’azione. Non scartano niente che possa avere il potere di migliorare la loro vita e quella di chi gli sta a cuore; non frustrano se stessi dicendo: “Lo so che è veramente importante, ma attualmente sono troppo impegnato”, o “Non posso farlo perchè al momento, le mie finanze non me lo permettono”, oppure, “Lo farò più avanti o in un altro momento”…ed altre frasi del genere.
Invece, riportando il titolo dell’articolo; “Il futuro si crea nel presente”, bisognerebbe che ci domandassimo un po’ di più, perché siamo sempre portati a rimandare le cose, e a prendere sempre meno decisioni, rendendo a volte la nostra vita ripetitiva ed abitudinaria.
Le abitudini sono uno dei principali nemici della crescita umana, invece il cambiamento è parte della vita, dobbiamo solo fare in modo che sia miglioramento, progresso, evoluzione.
Oggi, noi non siamo altro che la somma totale delle decisioni che consciamente o inconsciamente abbiamo preso in passato. E’ proprio nel momento delle decisioni che plasmiamo il nostro destino.
La vita è veramente troppo corta e non possiamo permetterci di viverla a metà e l’inevitabile scorrere del tempo ci invita a “cogliere l’attimo”!
“Se non puoi è allora che devi”…la conoscenza non è il potere…l’azione è potere! Carpe Diem!
Il tempo però non aspetta nessuno tanto meno me e voi; è come un fiume in piena che scorre inesorabile verso il grande lago, e agitarsi agevola poco a rimanere a galla, così come potrebbe essere vero anche nel “fiume della vita”.
E proprio questa metafora, mi fa ricordare una mia avventura di qualche anno fa.
Ero alle cascate delle Marmore e avevo organizzato con un gruppo di amici della palestra, il rafting nelle rapide. Dopo un po’ di teoria con l’istruttore, partimmo per questa avventura. Nel salto più alto, alcuni componenti dell’equipaggio si lasciarono sopraffare dalla paura e non riuscirono più a remare in sinergia con il resto del gruppo. Il gommone si capovolse e quattro di noi finimmo in acqua. Furono attimi interminabili, pensai di morire; venni risucchiato dai vortici delle cascate, per rallentare o per fermarmi cercavo di aggrapparmi a qualsiasi cosa o trovare il fondo del fiume poggiando i piedi; niente di più sbagliato. Infatti quando riuscii ad essere più lucido, pensando anche alla responsabilità di aver portato io lì il gruppo di amici,  ricordai le cose che ci aveva detto l’istruttore prima della partenza, e tutto diventò più facile e addirittura, almeno per me, divertente. Così mi lasciai trasportare dalla corrente, guardando a valle e restando disteso, senza cercare più appigli, o rischiando di restare incastrato con le gambe fra le rocce, e anzi, quando c’era un ostacolo, ci rimbalzavo sopra, ammortizzando l’impatto con i piedi scendendo giù velocissimo…Fu bellissimo!

Dal terrore alla gioia, dalla paura al divertimento…Infatti io ero sempre lì fra vortici d’acqua e cascate, non era cambiato niente dalla situazione pericolosa che stavo vivendo un attimo prima, si era trasformato solo il mio stato d’animo, ed ora stavo bene, mi piaceva scivolare a valle nelle acque fredde del fiume senza aver più paura.
La paura, infatti, è solo una creazione della nostra mente, è un meccanismo assolutamente naturale di funzionamento del nostro cervello, che ci invia un segnale d’allerta, una sensazione di disagio ogni volta che affrontiamo una situazione che non conosciamo e che può quindi, rappresentare un potenziale pericolo. Il modo più semplice di superare la paura…è affrontarla!
Nel momento in cui noi lo facciamo, la priviamo del potere che noi stessi le abbiamo conferito.
Questa mia avventura mi piacque talmente tanto che qualche mese dopo volli riprovare, ma questa volta mi tuffai direttamente nelle rapide facendo Hydrospeed, provando ancora delle sensazioni intense con una scarica di adrenalina incredibile.
Sto scrivendo questo articolo sull’aereo che mi sta portando in Sud Africa per seguire di nuovo la Nazionale italiana di calcio e per far provare, anche a mia figlia, l’esperienza del volontariato nella Comunità dei bambini in Mozambico. Ebbene, vi dico questo, perché, due giorni prima di partire, ho smarrito il portafogli con tutti i documenti, patente, carte di credito, etc. Ma mentre tutti si disperavano per l’accaduto, io pensando che se mi deprimevo anch’io, veramente non sarei partito, perdendo fra l’altro tutte le prenotazioni già effettuate. Così mi sono dato da fare per cercare di risolvere la situazione imprevista…ed ora sono qui sull’aereo. Non bisogna mai mollare e non bisogna mai soffermarsi al problema, ma proiettarsi subito sulle possibilità di risoluzione del problema stesso, considerandolo solamente una situazione da risolvere.
La mia esperienza sulle cascate, come tante altre, ci devono appunto far riflettere e far capire che possiamo e dobbiamo imparare ad approfittare positivamente di tutto ciò che ci può accadere nella vita, compresi gli eventi negativi e gli ostacoli più alti ed all’apparenza  insormontabili.
Aumentiamo così il profondo senso di certezza su noi stessi, sulla nostra vita e, ancor di più, siamo consapevoli che le nostre scelte hanno la capacità di creare il nostro destino e il nostro futuro indipendentemente dalle circostanze.
Non sono mai gli eventi a determinare i nostri stati d’animo, ma piuttosto il significato che diamo a loro!!!