Il fantastico viaggio di Ernesto

Scritto in Eventi, La rubrica di Ernesto | 13 marzo 2013

Da bambino ho sempre sognato viaggiare ed ora, da adulto,  sono felice di poter dire che sto realizzando tutti i miei desideri.

L’Italia, l’Europa, l’Africa, gli Stati Uniti d’America, il Canada, i Caraibi erano mete che avevo già visitato, anche più di una volta; l’Australia, invece, ha sempre rappresentato, per me, un posto difficilmente raggiungibile, fino a quando… sono riuscito ad andare anche lì. Ce l’ho fatta!

Da bambino, proprio l’Oceania, mi sembrava un luogo talmente lontano, da considerare solo un sogno irrealizzabile. Oggi posso considerarlo, invece, un altro mondo, un’altra cultura con mentalità e qualità della vita davvero eccezionali.

Non posso che ringraziare la mia splendida famiglia, mia moglie e le mie adorabili figlie: non potendo loro venire per problemi logistici, mi hanno spinto, tranquillamente, a realizzare questo mio sogno… poi, chissà, visto il posto, un bel Central Fitness Club 3, starebbe proprio bene lì, ed allora si potrebbe ritornarci tutti insieme.

Prima di parlare del viaggio, devo ancora ringraziare, innanzitutto, Raffaella e la sua famiglia, che ci hanno accompagnato nella visita di Sydney, aiutandoci nei vari spostamenti e nelle prenotazioni e, senza dubbio, i miei quattro compagni di avventura.

Inizio con “il Capozzi” ed il “Maresciallo Schettino”: non posso più muovermi da Sorrento se non li rendo partecipi delle mie vacanze, anche se solo per un weekend, devo avvisarli di ogni mio spostamento.  Ormai ci troviamo in sintonia e, almeno i viaggi più lunghi, riusciamo a farli sempre insieme, anche perché: “O’ popol adda sapé”! (citazione di Salvatore Capozzi, ndr.)

Un ringraziamento particolare, va al nostro “Peppino a’ Pagliarell”: senza di lui, ci saremmo trovati completamente a disagio, in quanto, parlando benissimo l’inglese, ci ha tolto dai guai un sacco di volte e, poi, come cucina e fa la lavatrice lui… non c’è nessuno!

Infine, il grazie più grande, va a Raffaele Ametrano, indimenticato calciatore di serie A, nonché della Juventus, con la quale ha vinto la “Coppa Intercontinentale” a Tokio, poi della Nazionale di calcio Under 21,  con un Campionato Europeo e la partecipazione addirittura all’Olimpiade di Atlanta nel 1996.

Che dire, ho conosciuto, meglio, una persona di un’umiltà e simpatia veramente fuori dai limiti; Raffaele, ha saputo subito adeguarsi al gruppo: lui sicuramente era abituato a viaggiare sempre in prima classe e in alberghi extra lusso, ma, con noi, è stato eccezionale e, grazie a lui, siamo stati ospitati da Cannavaro a Dubai e, poi, da Del Piero nello spogliatoio del Sydney F.C.

Dopo la partenza da Roma, abbiamo fatto scalo, per due giorni, a Dubai e qui la prima grande emozione.

Siamo stati invitati a casa del grande Fabio Cannavaro, che, per ovvi motivi, mi ha chiesto di non pubblicare le foto dei suoi figli e della sua abitazione. Una villa su due livelli, con piscina e spiaggia privata, salone con un  bel Run Technogym, ma soprattutto con la mitica “Coppa del Mondo” fatta riprodurre solo per lui…

Bellissima!

E’ stato bello condividere di nuovo con lui ed i suoi genitori, i momenti passati insieme, sia in occasione dei Mondiali del 2006, che di tutte le altre volte che sono andato a trovarlo nei ritiri della nazionale; abbiamo insieme ricordato l’ultima conferenza stampa, fatta in Sud Africa, dove mi fece sedere in prima fila.

Visitata la ricca Dubai, grazie alla guida del mitico Enzo, amico di Cannavaro, che ci ha fatto da “Cicerone”, portandoci con la sua auto anche ad Abu Dhabi, siamo partiti verso l’Australia.

Arrivati a Sydney, subito sono stato rapito dal fascino della città. Tutti mi dicevano che era bellissima, ma vederla con i propri occhi è stato crederci davvero. Nella mia personale classifica, al primo posto c’erano Cape Town e San Francisco; ora posso dire che sono state superate proprio da Sydney.

La sua baia emana un fascino irresistibile; le sue vedute dell’ Harbour Bridge e dell’Opera House con i grattacieli sullo sfondo ed il mare, sono panorami che porterò sempre nei miei ricordi.

Ci siamo sistemati in un appartamento sul lungo mare della splendida Manly Beach, a pochi minuti da Sydney. Siamo arrivati di sabato sera e, subito, abbiamo notato, un gran numero di giovani per la strada e per i locali; ma la cosa che ci ha “scioccato” è stato il nostro risveglio la domenica. Erano le 6.30 del mattino: svegliati ed incuriositi dalle voci e dai movimenti provenienti dalla strada, ci siamo affacciati al balcone:

“In un attimo ho capito come vivono gli australiani”.

C’erano centinaia di persone che correvano sul lungo mare e, più passava il tempo, più aumentavano. La cosa bella ed impressionante, erano le mamme che correvano spingendo i passeggini dei figli o andavano in bicicletta trascinando i carrelli con i figli. C’era veramente di tutto: ragazze e ragazzi bellissimi, alti, biondi e con occhi azzurri, che facevano surf, yoga, corsa, boxe, bicicletta e tanto altro.

Uno spettacolo incredibile. Noi, tutti insieme, ci siamo sentiti fuori dal mondo e, guardandoci negli occhi, abbiamo subito messo pantaloncini e scarpette ed, ogni giorno, abbiamo seguito l’esempio del nostro atleta Ametrano e siamo andati a correre.

Visitata Sydney, ci siamo spostati a 3000 km nel Queensland, a Cairns, sulla barriera corallina più grande, famosa e bella del mondo, dove facendo snorkeling, siamo stati affascinati dai colori e dalle forme dei coralli, nonché dall’enorme varietà di pesci e tartarughe.

Abbiamo, anche, fatto un’escursione nella famosa foresta pluviale del Kuranda, dove abbiamo potuto accarezzare i canguri e il mitico Koala.

Dal fascino dell’Australia, siamo passati alla straordinaria bellezza dei paesaggi di natura della Nuova Zelanda. Percorsi più di 500 km in pullman, da Christchurc a Queenstown, patria degli sport estremi, in quel luogo, praticamente, mi sentivo a casa mia. Dopo aver sentito i brividi nello scendere per i ripidi e difficili sentieri in sella ad una Mountain Bike, ho provato la discesa nel fiume con lo “Shotover Jet”, a velocità pazzesche, con testa coda di 360°.

Non potevo, poi, non coronare un altro sogno della mia vita: “lanciarmi dall’aereo con il paracadute”. Era da tempo un mio obiettivo e finalmente ho avuto il coraggio di farlo. Non posso descrivere quello che ho provato al momento del lancio; vi dico solo, che non ho avuto, mai, un attimo di ripensamento, di paura: ero già con l’adrenalina a mille e solo chi ha vissuto questa esperienza può capire la sensazione che si percepisce durante il salto nel vuoto da 4000 metri.

L’ultimo spostamento è stato ad Auckland, dove abbiamo visto il famoso “Sunset” dalla Sky Tower. Infine, ritornati a Sydney, dopo la puntatina al Casinò, siamo ripartiti per l’Italia.

Come avevo detto, allora, ho sempre pensato di non poter mai andare in Australia ed invece, programmando ed organizzando tutto, sono riuscito anche in quest’altra piccola impresa.

Poniti degli obiettivi e lavora con tutte le tue energie e risorse per raggiungerli: che siano viaggi, affermazioni sul piano personale e professionale o altro, l’importante è vivere con entusiasmo, gioia, passione e AMORE tutto ciò che si fa.

Ernesto Lupacchio