Così ho portato Cavani in Italia: Parla Eric Manasse

Scritto in Zona Mista Central | 29 marzo 2012

Ha scoperto Cavani al Torneo di Viareggio e lo ha portato in Italia.

Ha accompagnato Maradona in Grecia in uno dei momenti più tristi della sua esistenza. Con il grande Diego ha un rapporto di amicizia.

La stessa amicizia che lo lega al primo procuratore della storia del calcio, Antonio Caliendo, con il quale condivide l’ufficio a Monte Carlo e lavora per scoprire i nuovi talenti del calcio mondiale. Ama Napoli e il Napoli che gli è rimasto nel cuore. Ancora di più oggi che c’è il “suo” Edinson.

Lui è Eric Manasse, agente di calciatori Fifa, nato a Milano, con un passato americano fatto di tanto calcio e studio.

Lo abbiamo intervistato in esclusiva a Monte Carlo.

Il Napoli di De Laurentiis, Diego Maradona e ovviamente Edinson Cavani nelle sue parole…

Eric si presenta ai nostri lettori?

Sono Eric Manasse, agente FIFA. Sono nato a Milano e poi ho giocato per 18 anni nelle leghe di New York più inimmaginabili come Bronx, Brooklyn, Staten Island, diventando poi agente di calcio. Vivo a Monte Carlo e lavoro con Antonio Caliendo.

Qual è il colpo più grande della sua carriera?

Il colpo più importante per me e’ stato portare il grande Diego Maradona con me ad Atene invitati dal Presidente Kokalis del Olimpiakos. A quel tempo, Diego stava molto male, all’ ospedale a Cuba. La Claudia mi aveva chiesto di trovargli qualcosa perché aveva bisogno. Ci siamo incontrati a Madrid e siamo andati insieme per una settimana ad Atene. Diego e’ entrato in campo con me e 60,000 tifosi impazziti lo hanno osannato. Ricordo bene il coro “Diego Diego”. Lui si e’ messo a piangere.  Penso che e’ stata una svolta per lui vedere che la gente gli voleva ancora bene. E’ rimasto con me una settimana, e l’anno dopo siamo tornati lì insieme e ci siamo veramente divertiti. Una cosa incredibile per uno come me! Sono rimasto un grande ammiratore di Diego uomo. Un personaggio straordinario molto schietto, che dice cosa pensa e non mente,che e’ stato reso grande dal calcio, ma che però che ha reso indietro con gli interessi tutto quanto il calcio ha dato a lui. Diego è unico e indimenticabile.   Diego Maradona è sinonimo di calcio a Napoli.

Per lei cos’è Napoli?

E’ una città unica e indimenticabile. Lo è per tutti i giocatori miei amici come Careca, Diego, e adesso anche Cavani. Il calore umano ed il tifo che ti da Napoli non lo trovi in nessuna altra squadra. La città, il clima  e i dintorni sono unici e ai giocatori piace vivere quella realtà. Non ho mai sentito un giocatore dirmi che a Napoli non ci voleva venire.

E il Napoli come società cosa le fa pensare?

Sono venuto a Napoli  a offrire giocatori quando c’erano i Nardi con Corbelli. Ma loro si facevano consultare da  Moggi. Sono contento che adesso c’e De Laurentiis che può finanziare la squadra. La città e i tifosi se lo meritano.

Poi è arrivato Cavani. Lei è stato il primo a credere nel “Matador”.

Edinson Cavani è tra gli attaccanti più prolifici della serie A, ed è un leader affermato insieme a Diego Forlan anche in nazionale. Vidi Edinson Torneo di Viareggio. Magro,capelli lunghi, giocava con la Juventud da centravanti, in prestito dal Danubio. Aveva una buona tecnica e si muoveva con molta disinvoltura davanti alla porta. Riusciva bene in tutto, con e senza la palla. Avevo la sensazione di trovarmi davanti un giocatore dalle grandi possibilità. Me lo immaginavo bene in prospettiva. Il Treviso, che era in B, mi chiese di consigliargli un centravanti. Parlai loro di Edinson, che aveva appena lasciato Daniel Fonseca per un agente Italiano, Triulzi. Il Presidente del  Danubio mi chiese € 150,000.00 per il pass del giocatore, ma il Treviso me ne offri solo 70,000 e  la cosa saltò. Un paio di mesi dopo c’erano i campionati Sudamericani U20 e lui fece un sacco di gol per l’Uruguay. A quel punto lo volevano tante squadre. Mi chiamò Rino Foschi, ds del Palermo e mi chiese se era ancora possibile prenderlo. Chiaramente il prezzo era cambiato, il Danubio lo poteva vendere tra i 4 e 5 milioni. Foschi mi disse che mi avrebbe dato un mandato di un mese; lo voleva solo a quel prezzo però. Non sapevo che altri procuratori gli avevano detto che sarebbe costato 7 milioni. Negoziammo l’affare dal 13 al 25 gennaio 2007. Non fu facile, anche perché verso la fine, il Real Madrid fece la sua offerta. Noi però avevamo stipulato un accordo verbale e così, il 30 Gennaio, Cavani, io , il suo procuratore Triulzi e un rappresentante del Danubio arrivammo a Milano, in un albergo fuori città. Chiudemmo l’affare alle 2 del mattino quando furono apposte le firme. Edinson era talmente contento di essere arrivato in Italia che chiamò subito sua madre per darle la buona notizia. Aveva un sorriso grande come una casa. Ero sicuro che avrebbe fatto molto bene in Italia. Oggi ne sto avendo conferma!

Un consiglio che potrebbe dare al ds azzurro Bigon?

Gli consiglierei di guardare in Francia e in Olanda dove ci sono dei giovani molto promettenti, già abituati al calcio europeo.

 

Salvatore Siviero (intervista estratta dal quotidiano Metropolis al quale l’autore ha ceduto gratuitamente l’intervista)