2006: Il Mondiale del Central!

Scritto in La rubrica di Ernesto | 05 aprile 2012

Facciamo un tuffo nel passato. Vi riproponiamo un pezzo storico del nostro sito. All’epoca, nel 2006, lo scrisse Michele D’Esposito…

Quando Ernesto Lupacchio, affermato manager del Central Fitness Club, grande amico e superbo organizzatore di eventi sportivi e non, parlò di una possibile “esperienza mundial” ad un appassionato, nonostante tutto, come me, sembrava stesse un sogno vissuto la notte precedente. Ed invece, giorno dopo giorno, idea dopo idea, il sogno si è avverato. La Germania tanto desiderata è divenuta per il gruppo degli “Amici del Central” terra di conquista!
Le settimane precedenti la partenza sono state un susseguirsi d’intensi preparativi, anche perché, come al solito, Ernesto tirava fuori dal cilindro il colpo a sorpresa! La trasferta, di fatto, doveva essere eseguita con un camper, non con uno semplice, ma con il mezzo completamente rivestito di azzurro, realizzato dalla “Publilife”, con al centro l’ormai storico “Cuore Central”, famoso portafortuna degli atleti olimpici di Atene. Altri addobbi e la frase “…noi amiamo il calcio pulito” tradotta in ben sei lingue diverse, completavano l’ornamento di quella che sarebbe divenuta la nostra casa-viaggiante per tutta la durata della spedizione.
Vi assicuro che è stata un’impresa di non facile realizzazione, anche perché, non contenti, si pensava alla realizzazione di una coreografia esterna da stadio che avrebbe accompagnato gli azzurri durante le partite ed in tutte le occasioni possibili. Un’enorme bandiera di 200 mq., T-shirt da indossare come divisa, sembravano l’ideale kit da perfetto tifoso. Con l’aiuto di tutti i sei componenti dell’avventura, oltre a me ed Ernesto, Franco, Raffaele, Piero e Gianmaria, parenti ed amici disponibili, sacrificando spesso del tempo libero, pennellata dopo pennellata, si riusciva a creare quello che poi di lì a poco, sarebbe divenuta la nostra chiave di successo!
Armati di un notevole spirito di adattamento, non restava che partire …
Tra mille peripezie, strade interrotte, riposi obbligati per l’autista Piero, si faceva tappa a Modena dal nostro amico ed atleta Tommaso, per poi giungere a Duisburg, sede del ritiro degli azzurri, nel primo pomeriggio del 10 giugno. Ad accoglierci poche decine di tifosi che alla visione del camper rimasero a dir poco meravigliati. Vogliosi di mostrare la nostra opera non perdemmo tempo ad occupare un’intera aiuola, proprio all’uscita dell’albergo che ospitava la nazionale.
Al passaggio del pullman, diretto all’allenamento pomeridiano, i giocatori e l’intera comitiva ci salutarono affettuosamente, tanto da indurre  Vincenzo Iaquinta a regalarci quattro biglietti per assistere alla prima partita contro il Ghana. Fu la sua fortuna ed anche l’inizio della nostra popolarità!
Un susseguirsi di incredibili eventi, forse troppo lunghi per essere qui descritti, ci rese fatalmente conosciuti nell’ambiente della nazionale, ma soprattutto a “Casa Azzurri”, sede degli studi televisivi di Sky, Rai, Mediaset, La7, degli uffici della FIGC e degli sponsor. Tutta la stampa  nazionale sembrava rincorrerci pur di ottenere qualche immagine o dichiarazione da noi che fino al giorno prima avevamo solo sognato di conoscere quei personaggi che normalmente raccontano di sport alla Tv. Dall’Italia incominciavano ad arrivare numerosissime e salatissime telefonate, che ci riempivano d’orgoglio e ci facevano capire la portata degli eventi che stavamo vivendo.
Ad Hannover, sede della prima gara degli azzurri, finalmente il primo contatto diretto con i calciatori che simpaticamente adottarono quella banda di “mattacchioni” così disposti a sacrificarsi pur di vivere solo minimamente la loro avventura calcistica.
Così la “macchia azzurra” continuava a diffondersi!
Le T-shirt che ci eravamo portati dietro (circa 200) cominciavano, infatti, a colorare tutti i tifosi che simpaticamente riuscivamo a coinvolgere nelle nostre coreografie a sostegno della squadra.
L’emozione delle ore precedenti l’ingresso allo stadio, la partita vincente e soprattutto la magìa trasmessa dal nostro bandierone che copriva un intero settore della tribuna, sono qualcosa che ognuno di noi porterà per sempre fra i suoi ricordi più belli. State pur certi che nessun regista di Hollywood avrebbe potuto costruire un’immagine così spettacolare!
I giorni che precedettero il trasferimento a Kaiserslautern, sede della seconda partita, furono interamente dedicati alla diffusione ed alla dimostrazione del nostro contagioso affetto, nonché ad un sano turismo nella capitale tedesca a contatto con una delle tifoserie più calde al mondo: “La Torcida Brasiliana!”
La tappa di avvicinamento fu davvero molto gradita, ma la giornata della sfida agli Stati Uniti resta l’episodio più incredibile della nostra avventura!
Pensate, gli amici di Sky, realizzarono un servizio in esclusiva con Lippi che parlava con noi, utilizzando delle immagini registrate non da una loro troupe, giunta in ritardo, ma dalla nostra telecamera …incredibile!!!
L’intera mattinata trascorsa con Martina Maestri, Stefano De Grandis, il mitico Fabio Caressa e addirittura il produttore di Sky Mauro Ottini facevano da cornice a tutto quanto accaduto in quei giorni e ci preparavano all’unica delusione avuta. Infatti, all’ingresso dello stadio ci veniva imposto, da un assurdo ed incomprensibile regolamento interno, il divieto d’ingresso del nostro bandierone simbolo! La rabbia e la delusione, però, miste alla consapevolezza di non aver potuto sostenere gli azzurri come avremmo voluto non hanno minimamente intaccato la gioia e il prosieguo del viaggio.
Il lento rientro, con sosta di un giorno e mezzo a Monaco, era confortato dall’enorme voglia di tutti noi di raccontare le fantastiche storie accaduteci, sicuri di aver lasciato un segno, consapevoli che, anche senza la nostra personale presenza fisica, il “Cuore Central” continuava e continuerà a battere!

Michele D’Esposito